Venerdì, le quattro del pomeriggio. Il titolare chiama dalla macchina: «Come andiamo con l'intonaco?». Il capocantiere guarda il piano, vede tre squadre al lavoro e il ponteggio pieno, e risponde: «Più o meno siamo in linea». Il cronoprogramma è quello appeso in baracca il primo giorno, con l'angolo arricciato. Le ore della squadra le ha l'ufficio. I provini del getto di martedì stanno in un secchio, senza etichetta. Nessuno sta mentendo. È solo che nessuno ha misurato.
In un cantiere così il ritardo si accumula una settimana alla volta, in silenzio, finché non è troppo grande per recuperarlo. A quel punto non controlli più il cantiere: lo rincorri.
Alla fine di questo articolo hai tre cose: un modo per misurare l'avanzamento con i numeri e non a sensazione, i tre numeri da confrontare ogni settimana in trenta minuti, e un report di una pagina da compilare sempre con le stesse voci.
Controllare non è guardare: misuro, confronto, decido
Guardare il cantiere lo fanno tutti. Controllarlo si fa in tre passaggi, sempre nello stesso ordine: misuro (un numero, una prova, una foto con la data), confronto (con cronoprogramma, progetto, capitolato, budget), decido (cosa faccio adesso, chi avviso, entro quando).
| Misuro | Confronto con | Decido | Dove lo scrivo | |
|---|---|---|---|---|
| Tempi | Quantità eseguita per lavorazione, questa settimana | Cronoprogramma e quantità previste | Azione di recupero, comunicata subito con la causa | Report settimanale |
| Qualità | Prove, verifiche con lo strumento, foto | Progetto, capitolato, scheda tecnica | Fermo la fase successiva finché non è chiusa | Registro getti, registro non conformità |
| Costi | Ore, bolle, SAL verificati di persona | Budget e lavoro realmente eseguito | Contesto per iscritto prima di pagare | Contabilità di cantiere, contestazione SAL |
Il passaggio che salta più spesso è l'ultimo. Si vede lo scostamento e si spera che si sistemi da solo. Quasi sempre non si sistema.
Come si misura l'avanzamento: quantità fatta su quantità prevista
Perché. «Siamo a buon punto» non si può confrontare con niente. Senza un numero non sai se sei in ritardo, lo scopri quando il ritardo è già di settimane, e anche la telefonata alla DL diventa una discussione di opinioni.
Come. L'avanzamento fisico si misura lavorazione per lavorazione, non sul cantiere intero. Per ogni lavorazione del computo hai una quantità prevista: metri quadri di intonaco, metri cubi di getto, metri lineari di tubazione, numero di infissi. Ogni settimana misuri la quantità eseguita e la dividi per quella prevista. Quattrocento metri quadri di intonaco fatti su mille previsti: questa lavorazione è al quaranta per cento. Non «quasi a metà».
Tre regole che tengono in piedi la misura:
- la quantità eseguita si misura, con il metro o con il laser, e si segna con la data. Non si stima guardando il ponteggio;
- una porzione conta quando è finita e controllata, non quando è iniziata. Una parete con l'intonaco a metà vale zero, non metà;
- la quantità prevista è quella del computo, aggiornata se c'è stata una variante autorizzata. Altrimenti confronti con un totale che non esiste più.
Poi le lavorazioni si mettono insieme in un unico avanzamento di cantiere. Non con la media semplice: un metro quadro di tinteggiatura non pesa quanto un metro cubo di getto. A ogni lavorazione si dà un peso, di solito il suo importo nel computo, oppure le ore previste. La regola la scegli una volta e non la cambi a metà cantiere. L'avanzamento di cantiere è la somma degli avanzamenti delle lavorazioni, ciascuno moltiplicato per il suo peso.
Il segnale. Chiedi «quanti metri quadri» e la risposta è «siamo quasi a metà». Oppure nel report tutte le lavorazioni risultano «iniziate» e nessuna «finita»: è il cantiere che apre dieci fronti e non ne chiude uno.
Nel manualeChecklist 6, Avanzamento lavori vs cronoprogramma
I tre numeri della settimana: tempo, lavoro, speso
Perché. Un avanzamento da solo dice quanto hai fatto, non come stai. Per saperlo devi metterlo accanto ad altri due numeri.
Come. Ogni settimana scrivi, uno sotto l'altro:
- quanto tempo è passato, sul totale: giorni trascorsi dalla consegna del cantiere diviso i giorni totali del cronoprogramma;
- quanto lavoro è fatto, sul totale: l'avanzamento pesato di cui sopra;
- quanto hai speso, sul budget: ore della squadra, bolle dei materiali, SAL dei subappaltatori che hai verificato di persona, diviso il costo previsto.
In Commessa Vincente questo confronto si chiama controllo dell'avanzamento rispetto al pianificato, la S-curve: è la curva che disegna quanto lavoro dovrebbe essere fatto a ogni data, e tu ci metti sopra il punto di dove sei davvero. La forma a S viene dal cantiere stesso: parte piano, corre nel mezzo, rallenta sulle finiture. Non ti serve la formula. Ti serve guardare se i tre numeri si assomigliano.
Quando non si assomigliano, ti dicono già cosa sta succedendo:
- tempo avanti rispetto al lavoro: sei in ritardo. Più è grande la distanza, più diventa difficile recuperarla senza aggiungere squadre;
- speso avanti rispetto al lavoro: stai consumando il margine. Il cantiere costa più di quello che produce, anche se i tempi sono a posto;
- lavoro avanti rispetto al tempo, ma speso ancora più avanti: vai veloce pagando più del previsto. Va bene solo se l'hai deciso tu.
Il terzo numero vale quanto la verifica che c'è dietro. Un SAL del subappaltatore firmato «per andare veloce» entra nello speso come lavoro fatto, e il confronto ti restituisce un cantiere migliore di quello che hai. Per questo il SAL si controlla di persona, quantità per quantità, con la foto dello stato dei lavori a quella data; se qualcosa non corrisponde, la contestazione si scrive prima di pagare.
Il segnale. Le ore della squadra salgono di settimana in settimana e i metri quadri no. Lo vedi dai tre numeri due settimane prima di vederlo dalla fattura.
Nel manualeChecklist 15, Controllo SAL e contestazioni
Nel manualeCommessa Vincente, fase 4: Esecuzione lavori
Il rito dei trenta minuti e il report di una pagina
Perché. Il controllo che si fa «quando c'è tempo» non si fa. Quello che salta è la settimana più piena, che è anche quella in cui serviva di più. Il rito fisso, stesso giorno, stessa ora, stessa scaletta, è l'unico modo che ho trovato per non farlo saltare.
Come. Un giorno fisso, di solito il venerdì, perché il lunedì vuoi già sapere cosa cambia. Prima del rito, il giro di cantiere con il metro e il telefono: serve a prendere le quantità, non a «dare un'occhiata». Poi trenta minuti seduto:
- Cinque minuti: aggiorno le quantità eseguite di ogni lavorazione in corso, con la data della misura.
- Cinque minuti: calcolo i tre numeri e li scrivo uno sotto l'altro.
- Cinque minuti: per ogni lavorazione in ritardo, la causa in una parola (materiali, meteo, squadra, decisione mancante, errore di previsione) e l'azione di recupero, con chi la fa ed entro quando.
- Cinque minuti: le non conformità: quali sono aperte, quali ho chiuso questa settimana con la verifica fatta.
- Cinque minuti: le prossime due settimane: cosa parte, cosa deve arrivare, quali decisioni aspetto e da chi.
- Cinque minuti: scrivo il report e lo mando. Lo stesso giorno, non il lunedì.
Il report è una pagina sola, sempre con le stesse voci, così chi lo riceve lo legge in due minuti e dopo un mese li confronta uno con l'altro:
Report settimanale di cantiere
Cantiere, settimana n., data del giro, chi l'ha fatto.
I tre numeri: tempo trascorso / lavoro fatto / speso, ciascuno sul totale.
Lavorazioni in corso: per ciascuna, previsto a oggi, fatto a oggi, scostamento.
Ritardi: causa, azione di recupero, chi, entro quando.
Non conformità: aperte (numero e descrizione breve), chiuse questa settimana.
Decisioni in attesa: cosa ho chiesto, a chi, in che data.
Prossime due settimane: cosa parte, cosa deve arrivare in cantiere.
Foto della settimana: cartella e data.
Se dal report esce un ritardo, la comunicazione alla DL o alla proprietà parte lo stesso giorno, con la causa e un'idea di come recuperare: chi lo dice prima ha più credibilità di chi viene scoperto. Se una decisione che aspetti blocca il lavoro, nel report c'è la data in cui l'hai chiesta, e non aspetti in silenzio. E le tre righe di fine giornata, cosa fatto, cosa manca, cosa è successo di strano, sono la materia prima del report: senza quelle, il venerdì ricostruisci a memoria.
Il segnale. «Questa settimana saltiamo, è un casino.» La settimana che salta è quella che dovevi vedere.
Nel manualeChecklist 8, Comunicazione con DL e proprietà
Nel manualeChecklist 9, Chiusura giornata
Qualità: la prova che si ritrova
Perché. Una prova fatta e non ritrovabile è una prova non fatta. Se un carico di calcestruzzo fuori specifica crea un problema mesi dopo, senza provini etichettati e senza registro ricollegarlo a quel getto è quasi impossibile. E un intonaco coperto prima della verifica si scopre alla finitura, quando si rifà tutto, non solo l'ultimo strato.
Come, per i getti. Il giorno del getto si fanno le verifiche della Checklist 24: documento di trasporto confrontato con classe di resistenza e consistenza di progetto, slump test per ogni carico o a campione secondo il piano previsto, provini nel numero previsto, conservati come indica il laboratorio. In più, tre gesti che rendono la prova ritrovabile:
- l'etichetta sul provino, messa subito, sulla cubiera o su un cartellino, non «dopo»: cantiere, data e ora, elemento gettato (quale piano, quali pilastri o quale trave), numero del documento di trasporto, fornitore, classe richiesta;
- la foto del provino etichettato accanto all'elemento che si sta gettando, con la data nel telefono. Vale anche per lo slump: cono, righello e documento di trasporto nella stessa inquadratura;
- il registro dei getti, una riga per carico: data, ora di arrivo, numero del documento di trasporto, classe e consistenza dichiarate, risultato dello slump, sigla dei provini prelevati, elemento gettato, meteo, note.
Se lo slump è fuori parametro, il carico non si scarica: si respinge o si corregge secondo le indicazioni del tecnico. E nel registro si scrive anche quello, con l'ora.
Come, per murature, intonaci e massetti. Qui il controllo si fa per porzione, prima di coprire. Una parete, una stanza, un piano: la porzione la decidi tu, e non passi alla fase dopo finché quella porzione non è verificata. Lo strumento dipende da cosa controlli:
- verticalità con il filo a piombo, su più punti della parete, non solo all'angolo;
- planarità con la staggia, appoggiata in più direzioni, guardando la luce che passa sotto;
- orizzontalità e quote con la livella o con il laser;
- spessori di intonaco e massetto con lo spessimetro o con i riferimenti di quota lasciati apposta, in più punti, non in uno;
- giunti pieni e materiale corrispondente al capitolato, a vista e con le bolle in mano.
Tolleranze e tempi di maturazione non li decidi tu e non li decido io: stanno nel progetto, nel capitolato e nella scheda tecnica del prodotto. Prima di iniziare la lavorazione quei numeri li copi su un foglio in baracca, così il controllo non si fa «a sensazione» neanche su quelli. Il risultato della verifica si scrive: porzione, data, strumento, misura, esito.
Il segnale. Provini in un secchio senza etichetta e qualcuno che dice «me li ricordo io quali sono». Oppure la squadra del massetto che chiama quella dei pavimenti «perché sembra asciutto».
Nel manualeChecklist 24, Getti e controlli del calcestruzzo
Nel manualeChecklist 25, Murature, intonaci, massetti e finiture
Non conformità: segnalata non vuol dire chiusa
Perché. La non conformità gestita a voce finisce in due modi: o si perde, o la ritrovi in una contestazione, senza prova che l'avevi vista e gestita tu. La riga scritta è la prova che il problema è stato notato e gestito, non ignorato.
Come. Ogni non conformità, piccola o grande, entra in un registro con un numero progressivo e le stesse voci:
- cosa: descrizione breve, con la misura se c'è (lo scostamento, lo spessore, la quota);
- dove: piano, ambiente, parete o elemento, in modo che chiunque la ritrovi;
- foto: con data e posizione nel nome del file o nella cartella;
- chi l'ha rilevata e chi deve risolverla;
- entro quando;
- come si verifica la chiusura: quale misura, con quale strumento, quale foto;
- chiusa il: data, esito della verifica, chi l'ha verificata.
Un esempio di riga, da copiare e adattare:
NC n. del /. Intonaco piano 2, stanza 4, parete nord: spessore sotto il minimo di capitolato, misurato con spessimetro in tre punti. Foto: cartella NC, data. Rilevata da: . Risolve: impresa . Entro il: /. Verifica di chiusura: nuova misura in tre punti, foto. Chiusa il: /, verificato da: .
La differenza che conta è tra segnalata e chiusa. Segnalata vuol dire che l'hai scritta. Chiusa vuol dire che sei tornato sul posto, hai rifatto la misura con lo strumento, hai fatto la foto dopo e hai scritto la data. «L'abbiamo sistemata» detto dal subappaltatore non chiude niente. Finché è aperta, blocca la fase successiva su quella porzione. E quando esce dal tuo perimetro, un difetto strutturale, una tolleranza che non rientra, la segnali alla DL o al tecnico con la misura esatta, e aspetti.
Il segnale. Un registro con dieci non conformità e nessuna data di chiusura. Oppure zero non conformità da due mesi: non è un cantiere perfetto, è un cantiere dove nessuno le scrive.
Prendi il caso di tre squadre e due settimane di intonaco
Immagina un cantiere con tre piani da intonacare, tre squadre, due settimane nel cronoprogramma. Le quantità sono nel computo, piano per piano.
Senza il controllo. Venerdì della prima settimana il titolare chiede come va. «Siamo in linea, abbiamo attaccato tutti e tre i piani.» È vero: tre piani iniziati, nessuno finito. Le ore delle tre squadre sono tutte spese. Nessuno ha misurato lo spessore, perché «si vede che è giusto». Il venerdì dopo i piani sono ancora tre, tutti a tre quarti, nessuno pronto per la pittura. Il pittore, chiamato per il lunedì, arriva e resta fermo. Il ritardo esce il giorno in cui la squadra dopo non può lavorare, e la telefonata alla DL la fa il titolare, in difesa.
Con il controllo. Venerdì della prima settimana il capocantiere fa il giro con il metro: i metri quadri finiti e verificati sono quelli del primo piano e poco altro. Lavoro fatto: meno della metà. Tempo passato: metà. Ore spese: metà abbondante. I tre numeri non si assomigliano, e lo scrive nel report con la causa: tre squadre su tre fronti, nessuna porzione chiusa. Decisione, lo stesso giorno: un piano alla volta, la prima porzione verificata con staggia e spessimetro prima di passare oltre, il pittore spostato di tre giorni e avvisato per iscritto. Il ritardo c'è lo stesso, ma è di tre giorni, è scritto, ha una causa e una decisione, e la DL l'ha saputo dal capocantiere prima che dal pittore fermo.
Stesso cantiere, stesse squadre. Cambia solo che qualcuno ha misurato il venerdì.
Da fare domani mattina
- Prendi la lavorazione principale in corso e scrivi su un foglio la quantità prevista dal computo e la quantità eseguita, misurata con il metro, con la data. Hai il primo numero vero del cantiere.
- Scrivi i tre numeri di oggi, uno sotto l'altro: tempo passato sul totale, lavoro fatto sul totale, speso sul budget, anche approssimati. Guarda se si assomigliano. Se non si assomigliano, hai già il tema del prossimo report.
- Apri il registro delle non conformità, su un quaderno o sul telefono, con le voci di sopra, e scrivi le prime tre che hai in testa e non hai mai scritto. Per ciascuna, la data entro cui torni a verificare.
Domande frequenti
Chi ha il tempo di fare tutto questo, con cinquanta cose per la testa? Il giro di cantiere lo fai già, solo che oggi lo fai a occhio. Il rito sono trenta minuti a settimana, con una scaletta che non devi inventare ogni volta. Il tempo che non trovi per il report lo trovi, moltiplicato, nella riunione in cui ti chiedono perché il cantiere è in ritardo di un mese e nessuno l'aveva detto.
Il subappaltatore mi dà le sue quantità. Non posso fidarmi? Le sue quantità vanno nel suo SAL. Nel tuo report ci vanno quelle che hai misurato tu. Se coincidono, lo scrivi. Se non coincidono, lo scopri adesso, su una settimana, invece che alla fine su tutto il contratto.
E se i tre numeri dicono che siamo in ritardo e la proprietà non vuole sentirselo dire? Lo scrivi lo stesso, con la causa e la proposta di recupero. Il ritardo esce comunque, prima o poi. Se esce dal tuo report ha una data, una causa e una proposta. Se esce dalla squadra successiva ferma, ha solo un colpevole, e di solito sei tu.
Il Metodo, area per area
Questa è l'area 4 di 7 della Mappa d'insieme del Metodo: Controllo (qualità, tempi e costi). L'obiettivo dell'area è «Misurare continuamente lo stato reale del cantiere e intervenire in anticipo.» La Mappa completa, con tutte le sette aree, la trovi in home.
Capocantiere Vincente®: il manuale operativo del cantiere, dal sopralluogo alla consegna
Le checklist citate in questo articolo, dall'avanzamento settimanale ai getti, dalle finiture al controllo dei SAL, vengono da Capocantiere Vincente®, con la stessa struttura: quando si usa, cosa controllare, l'errore tipico e cosa fare se manca qualcosa. Il blocco sul controllo tecnico delle lavorazioni è quello dove un errore non si vede finché non è troppo tardi per correggerlo senza demolire. È gratuito.
Vuoi riceverlo? Torna a visitarci presto: sarà disponibile al download. Se pensi che manchi qualcosa, scrivimelo: suggerimenti e richieste di integrazione sono benvenuti.
✉ info@metodofrancescodagostino.it