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«Più o meno siamo in linea»: come si con­trol­la un can­tie­re prima che sia tardi

di Geom. Fran­ce­sco D'Ago­sti­no, Di­ret­to­re Tecnico di Can­tie­re · 10 ottobre 2026 · lettura 15 minuti

Venerdì, le quattro del pomeriggio. Il ti­to­la­re chiama dalla mac­chi­na: «Come andiamo con l'in­to­na­co?». Il ca­po­can­tie­re guarda il piano, vede tre squadre al lavoro e il pon­teg­gio pieno, e ri­spon­de: «Più o meno siamo in linea». Il cro­no­pro­gram­ma è quello appeso in baracca il primo giorno, con l'angolo arricciato. Le ore della squadra le ha l'ufficio. I provini del getto di martedì stanno in un secchio, senza etichetta. Nessuno sta mentendo. È solo che nessuno ha misurato.

In un can­tie­re così il ritardo si ac­cu­mu­la una set­ti­ma­na alla volta, in si­len­zio, finché non è troppo grande per recuperarlo. A quel punto non con­trol­li più il can­tie­re: lo rincorri.

Alla fine di questo ar­ti­co­lo hai tre cose: un modo per mi­su­ra­re l'avan­za­men­to con i numeri e non a sen­sa­zio­ne, i tre numeri da con­fron­ta­re ogni set­ti­ma­na in trenta minuti, e un report di una pagina da com­pi­la­re sempre con le stesse voci.

Con­trol­la­re non è guar­da­re: misuro, con­fron­to, decido

Guar­da­re il can­tie­re lo fanno tutti. Con­trol­lar­lo si fa in tre pas­sag­gi, sempre nello stesso ordine: misuro (un numero, una prova, una foto con la data), con­fron­to (con cro­no­pro­gram­ma, pro­get­to, ca­pi­to­la­to, budget), decido (cosa faccio adesso, chi avviso, entro quando).

Misuro Con­fron­to con Decido Dove lo scrivo
Tempi Quan­ti­tà ese­gui­ta per la­vo­ra­zio­ne, questa set­ti­ma­na Cro­no­pro­gram­ma e quan­ti­tà pre­vi­ste Azione di re­cu­pe­ro, co­mu­ni­ca­ta subito con la causa Report set­ti­ma­na­le
Qualità Prove, ve­ri­fi­che con lo stru­men­to, foto Pro­get­to, ca­pi­to­la­to, scheda tecnica Fermo la fase suc­ces­si­va finché non è chiusa Re­gi­stro getti, re­gi­stro non con­for­mi­tà
Costi Ore, bolle, SAL ve­ri­fi­ca­ti di persona Budget e lavoro real­men­te ese­gui­to Con­te­sto per iscrit­to prima di pagare Con­ta­bi­li­tà di can­tie­re, con­te­sta­zio­ne SAL

Il pas­sag­gio che salta più spesso è l'ultimo. Si vede lo sco­sta­men­to e si spera che si sistemi da solo. Quasi sempre non si sistema.

Come si misura l'avan­za­men­to: quan­ti­tà fatta su quan­ti­tà pre­vi­sta

Perché. «Siamo a buon punto» non si può con­fron­ta­re con niente. Senza un numero non sai se sei in ritardo, lo scopri quando il ritardo è già di set­ti­ma­ne, e anche la te­le­fo­na­ta alla DL diventa una di­scus­sio­ne di opinioni.

Come. L'avan­za­men­to fisico si misura la­vo­ra­zio­ne per la­vo­ra­zio­ne, non sul can­tie­re intero. Per ogni la­vo­ra­zio­ne del computo hai una quan­ti­tà pre­vi­sta: metri quadri di in­to­na­co, metri cubi di getto, metri lineari di tu­ba­zio­ne, numero di infissi. Ogni set­ti­ma­na misuri la quan­ti­tà ese­gui­ta e la dividi per quella prevista. Quat­tro­cen­to metri quadri di in­to­na­co fatti su mille pre­vi­sti: questa la­vo­ra­zio­ne è al qua­ran­ta per cento. Non «quasi a metà».

Tre regole che tengono in piedi la misura:

Poi le la­vo­ra­zio­ni si mettono insieme in un unico avan­za­men­to di cantiere. Non con la media sem­pli­ce: un metro quadro di tin­teg­gia­tu­ra non pesa quanto un metro cubo di getto. A ogni la­vo­ra­zio­ne si dà un peso, di solito il suo importo nel computo, oppure le ore previste. La regola la scegli una volta e non la cambi a metà cantiere. L'avan­za­men­to di can­tie­re è la somma degli avan­za­men­ti delle la­vo­ra­zio­ni, cia­scu­no mol­ti­pli­ca­to per il suo peso.

Il segnale. Chiedi «quanti metri quadri» e la ri­spo­sta è «siamo quasi a metà». Oppure nel report tutte le la­vo­ra­zio­ni ri­sul­ta­no «ini­zia­te» e nessuna «finita»: è il can­tie­re che apre dieci fronti e non ne chiude uno.

Nel manualeChec­kli­st 6, Avan­za­men­to lavori vs cro­no­pro­gram­ma

I tre numeri della set­ti­ma­na: tempo, lavoro, speso

Perché. Un avan­za­men­to da solo dice quanto hai fatto, non come stai. Per saperlo devi met­ter­lo accanto ad altri due numeri.

Come. Ogni set­ti­ma­na scrivi, uno sotto l'altro:

  1. quanto tempo è passato, sul totale: giorni tra­scor­si dalla con­se­gna del can­tie­re diviso i giorni totali del cronoprogramma;
  2. quanto lavoro è fatto, sul totale: l'avan­za­men­to pesato di cui sopra;
  3. quanto hai speso, sul budget: ore della squadra, bolle dei ma­te­ria­li, SAL dei su­bap­pal­ta­to­ri che hai ve­ri­fi­ca­to di persona, diviso il costo previsto.

In Com­mes­sa Vin­cen­te questo con­fron­to si chiama con­trol­lo dell'avan­za­men­to ri­spet­to al pia­ni­fi­ca­to, la S-curve: è la curva che disegna quanto lavoro do­vreb­be essere fatto a ogni data, e tu ci metti sopra il punto di dove sei davvero. La forma a S viene dal can­tie­re stesso: parte piano, corre nel mezzo, ral­len­ta sulle finiture. Non ti serve la formula. Ti serve guar­da­re se i tre numeri si assomigliano.

Quando non si as­so­mi­glia­no, ti dicono già cosa sta suc­ce­den­do:

Il terzo numero vale quanto la ve­ri­fi­ca che c'è dietro. Un SAL del su­bap­pal­ta­to­re firmato «per andare veloce» entra nello speso come lavoro fatto, e il con­fron­to ti re­sti­tui­sce un can­tie­re mi­glio­re di quello che hai. Per questo il SAL si con­trol­la di persona, quan­ti­tà per quan­ti­tà, con la foto dello stato dei lavori a quella data; se qual­co­sa non cor­ri­spon­de, la con­te­sta­zio­ne si scrive prima di pagare.

Il segnale. Le ore della squadra salgono di set­ti­ma­na in set­ti­ma­na e i metri quadri no. Lo vedi dai tre numeri due set­ti­ma­ne prima di vederlo dalla fattura.

Nel manualeChec­kli­st 15, Con­trol­lo SAL e con­te­sta­zio­ni

Nel manualeCom­mes­sa Vin­cen­te, fase 4: Ese­cu­zio­ne lavori

Il rito dei trenta minuti e il report di una pagina

Perché. Il con­trol­lo che si fa «quando c'è tempo» non si fa. Quello che salta è la set­ti­ma­na più piena, che è anche quella in cui serviva di più. Il rito fisso, stesso giorno, stessa ora, stessa sca­let­ta, è l'unico modo che ho trovato per non farlo saltare.

Come. Un giorno fisso, di solito il venerdì, perché il lunedì vuoi già sapere cosa cambia. Prima del rito, il giro di can­tie­re con il metro e il te­le­fo­no: serve a pren­de­re le quan­ti­tà, non a «dare un'oc­chia­ta». Poi trenta minuti seduto:

  1. Cinque minuti: ag­gior­no le quan­ti­tà ese­gui­te di ogni la­vo­ra­zio­ne in corso, con la data della misura.
  2. Cinque minuti: calcolo i tre numeri e li scrivo uno sotto l'altro.
  3. Cinque minuti: per ogni la­vo­ra­zio­ne in ritardo, la causa in una parola (ma­te­ria­li, meteo, squadra, de­ci­sio­ne man­can­te, errore di pre­vi­sio­ne) e l'azione di re­cu­pe­ro, con chi la fa ed entro quando.
  4. Cinque minuti: le non con­for­mi­tà: quali sono aperte, quali ho chiuso questa set­ti­ma­na con la ve­ri­fi­ca fatta.
  5. Cinque minuti: le pros­si­me due set­ti­ma­ne: cosa parte, cosa deve ar­ri­va­re, quali de­ci­sio­ni aspetto e da chi.
  6. Cinque minuti: scrivo il report e lo mando. Lo stesso giorno, non il lunedì.

Il report è una pagina sola, sempre con le stesse voci, così chi lo riceve lo legge in due minuti e dopo un mese li con­fron­ta uno con l'altro:

Da copiare

Report set­ti­ma­na­le di can­tie­re
Can­tie­re, set­ti­ma­na n., data del giro, chi l'ha fatto.
I tre numeri: tempo tra­scor­so / lavoro fatto / speso, cia­scu­no sul totale.
La­vo­ra­zio­ni in corso: per cia­scu­na, pre­vi­sto a oggi, fatto a oggi, scostamento.
Ritardi: causa, azione di re­cu­pe­ro, chi, entro quando.
Non con­for­mi­tà: aperte (numero e de­scri­zio­ne breve), chiuse questa settimana.
De­ci­sio­ni in attesa: cosa ho chiesto, a chi, in che data.
Pros­si­me due set­ti­ma­ne: cosa parte, cosa deve ar­ri­va­re in cantiere.
Foto della set­ti­ma­na: car­tel­la e data.

Se dal report esce un ritardo, la co­mu­ni­ca­zio­ne alla DL o alla pro­prie­tà parte lo stesso giorno, con la causa e un'idea di come re­cu­pe­ra­re: chi lo dice prima ha più cre­di­bi­li­tà di chi viene scoperto. Se una de­ci­sio­ne che aspetti blocca il lavoro, nel report c'è la data in cui l'hai chiesta, e non aspetti in silenzio. E le tre righe di fine gior­na­ta, cosa fatto, cosa manca, cosa è suc­ces­so di strano, sono la materia prima del report: senza quelle, il venerdì ri­co­strui­sci a memoria.

Il segnale. «Questa set­ti­ma­na sal­tia­mo, è un casino.» La set­ti­ma­na che salta è quella che dovevi vedere.

Nel manualeChec­kli­st 8, Co­mu­ni­ca­zio­ne con DL e pro­prie­tà

Nel manualeChec­kli­st 9, Chiu­su­ra gior­na­ta

Qualità: la prova che si ritrova

Perché. Una prova fatta e non ri­tro­va­bi­le è una prova non fatta. Se un carico di cal­ce­struz­zo fuori spe­ci­fi­ca crea un pro­ble­ma mesi dopo, senza provini eti­chet­ta­ti e senza re­gi­stro ri­col­le­gar­lo a quel getto è quasi impossibile. E un in­to­na­co coperto prima della ve­ri­fi­ca si scopre alla fi­ni­tu­ra, quando si rifà tutto, non solo l'ultimo strato.

Come, per i getti. Il giorno del getto si fanno le ve­ri­fi­che della Chec­kli­st 24: do­cu­men­to di tra­spor­to con­fron­ta­to con classe di re­si­sten­za e con­si­sten­za di pro­get­to, slump test per ogni carico o a cam­pio­ne secondo il piano pre­vi­sto, provini nel numero pre­vi­sto, con­ser­va­ti come indica il laboratorio. In più, tre gesti che rendono la prova ri­tro­va­bi­le:

Se lo slump è fuori pa­ra­me­tro, il carico non si scarica: si re­spin­ge o si cor­reg­ge secondo le in­di­ca­zio­ni del tecnico. E nel re­gi­stro si scrive anche quello, con l'ora.

Come, per mu­ra­tu­re, in­to­na­ci e massetti. Qui il con­trol­lo si fa per por­zio­ne, prima di coprire. Una parete, una stanza, un piano: la por­zio­ne la decidi tu, e non passi alla fase dopo finché quella por­zio­ne non è verificata. Lo stru­men­to dipende da cosa con­trol­li:

Tol­le­ran­ze e tempi di ma­tu­ra­zio­ne non li decidi tu e non li decido io: stanno nel pro­get­to, nel ca­pi­to­la­to e nella scheda tecnica del prodotto. Prima di ini­zia­re la la­vo­ra­zio­ne quei numeri li copi su un foglio in baracca, così il con­trol­lo non si fa «a sen­sa­zio­ne» neanche su quelli. Il ri­sul­ta­to della ve­ri­fi­ca si scrive: por­zio­ne, data, stru­men­to, misura, esito.

Il segnale. Provini in un secchio senza eti­chet­ta e qual­cu­no che dice «me li ricordo io quali sono». Oppure la squadra del mas­set­to che chiama quella dei pa­vi­men­ti «perché sembra asciut­to».

Nel manualeChec­kli­st 24, Getti e con­trol­li del cal­ce­struz­zo

Nel manualeChec­kli­st 25, Mu­ra­tu­re, in­to­na­ci, mas­set­ti e fi­ni­tu­re

Non con­for­mi­tà: se­gna­la­ta non vuol dire chiusa

Perché. La non con­for­mi­tà gestita a voce finisce in due modi: o si perde, o la ritrovi in una con­te­sta­zio­ne, senza prova che l'avevi vista e gestita tu. La riga scritta è la prova che il pro­ble­ma è stato notato e gestito, non ignorato.

Come. Ogni non con­for­mi­tà, piccola o grande, entra in un re­gi­stro con un numero pro­gres­si­vo e le stesse voci:

Un esempio di riga, da copiare e adat­ta­re:

Da copiare

NC n. del /. In­to­na­co piano 2, stanza 4, parete nord: spes­so­re sotto il minimo di ca­pi­to­la­to, mi­su­ra­to con spes­si­me­tro in tre punti. Foto: car­tel­la NC, data. Ri­le­va­ta da: . Risolve: impresa . Entro il: /. Ve­ri­fi­ca di chiu­su­ra: nuova misura in tre punti, foto. Chiusa il: /, ve­ri­fi­ca­to da: .

La dif­fe­ren­za che conta è tra se­gna­la­ta e chiusa. Se­gna­la­ta vuol dire che l'hai scritta. Chiusa vuol dire che sei tornato sul posto, hai rifatto la misura con lo stru­men­to, hai fatto la foto dopo e hai scritto la data. «L'abbiamo si­ste­ma­ta» detto dal su­bap­pal­ta­to­re non chiude niente. Finché è aperta, blocca la fase suc­ces­si­va su quella porzione. E quando esce dal tuo pe­ri­me­tro, un difetto strut­tu­ra­le, una tol­le­ran­za che non rientra, la segnali alla DL o al tecnico con la misura esatta, e aspetti.

Il segnale. Un re­gi­stro con dieci non con­for­mi­tà e nessuna data di chiusura. Oppure zero non con­for­mi­tà da due mesi: non è un can­tie­re per­fet­to, è un can­tie­re dove nessuno le scrive.

Prendi il caso di tre squadre e due set­ti­ma­ne di in­to­na­co

Im­ma­gi­na un can­tie­re con tre piani da in­to­na­ca­re, tre squadre, due set­ti­ma­ne nel cronoprogramma. Le quan­ti­tà sono nel computo, piano per piano.

Senza il controllo. Venerdì della prima set­ti­ma­na il ti­to­la­re chiede come va. «Siamo in linea, abbiamo at­tac­ca­to tutti e tre i piani.» È vero: tre piani ini­zia­ti, nessuno finito. Le ore delle tre squadre sono tutte spese. Nessuno ha mi­su­ra­to lo spes­so­re, perché «si vede che è giusto». Il venerdì dopo i piani sono ancora tre, tutti a tre quarti, nessuno pronto per la pittura. Il pittore, chia­ma­to per il lunedì, arriva e resta fermo. Il ritardo esce il giorno in cui la squadra dopo non può la­vo­ra­re, e la te­le­fo­na­ta alla DL la fa il ti­to­la­re, in difesa.

Con il controllo. Venerdì della prima set­ti­ma­na il ca­po­can­tie­re fa il giro con il metro: i metri quadri finiti e ve­ri­fi­ca­ti sono quelli del primo piano e poco altro. Lavoro fatto: meno della metà. Tempo passato: metà. Ore spese: metà abbondante. I tre numeri non si as­so­mi­glia­no, e lo scrive nel report con la causa: tre squadre su tre fronti, nessuna por­zio­ne chiusa. De­ci­sio­ne, lo stesso giorno: un piano alla volta, la prima por­zio­ne ve­ri­fi­ca­ta con staggia e spes­si­me­tro prima di passare oltre, il pittore spo­sta­to di tre giorni e av­vi­sa­to per iscritto. Il ritardo c'è lo stesso, ma è di tre giorni, è scritto, ha una causa e una de­ci­sio­ne, e la DL l'ha saputo dal ca­po­can­tie­re prima che dal pittore fermo.

Stesso can­tie­re, stesse squadre. Cambia solo che qual­cu­no ha mi­su­ra­to il venerdì.

Da fare domani mattina

  1. Prendi la la­vo­ra­zio­ne prin­ci­pa­le in corso e scrivi su un foglio la quan­ti­tà pre­vi­sta dal computo e la quan­ti­tà ese­gui­ta, mi­su­ra­ta con il metro, con la data. Hai il primo numero vero del cantiere.
  2. Scrivi i tre numeri di oggi, uno sotto l'altro: tempo passato sul totale, lavoro fatto sul totale, speso sul budget, anche approssimati. Guarda se si assomigliano. Se non si as­so­mi­glia­no, hai già il tema del pros­si­mo report.
  3. Apri il re­gi­stro delle non con­for­mi­tà, su un qua­der­no o sul te­le­fo­no, con le voci di sopra, e scrivi le prime tre che hai in testa e non hai mai scritto. Per cia­scu­na, la data entro cui torni a verificare.

Domande fre­quen­ti

Chi ha il tempo di fare tutto questo, con cin­quan­ta cose per la testa? Il giro di can­tie­re lo fai già, solo che oggi lo fai a occhio. Il rito sono trenta minuti a set­ti­ma­na, con una sca­let­ta che non devi in­ven­ta­re ogni volta. Il tempo che non trovi per il report lo trovi, mol­ti­pli­ca­to, nella riu­nio­ne in cui ti chie­do­no perché il can­tie­re è in ritardo di un mese e nessuno l'aveva detto.

Il su­bap­pal­ta­to­re mi dà le sue quantità. Non posso fidarmi? Le sue quan­ti­tà vanno nel suo SAL. Nel tuo report ci vanno quelle che hai mi­su­ra­to tu. Se coin­ci­do­no, lo scrivi. Se non coin­ci­do­no, lo scopri adesso, su una set­ti­ma­na, invece che alla fine su tutto il contratto.

E se i tre numeri dicono che siamo in ritardo e la pro­prie­tà non vuole sen­tir­se­lo dire? Lo scrivi lo stesso, con la causa e la pro­po­sta di recupero. Il ritardo esce co­mun­que, prima o poi. Se esce dal tuo report ha una data, una causa e una proposta. Se esce dalla squadra suc­ces­si­va ferma, ha solo un col­pe­vo­le, e di solito sei tu.

Il Metodo, area per area

Questa è l'area 4 di 7 della Mappa d'insieme del Metodo: Con­trol­lo (qualità, tempi e costi). L'obiet­ti­vo dell'area è «Mi­su­ra­re con­ti­nua­men­te lo stato reale del can­tie­re e in­ter­ve­ni­re in anticipo.» La Mappa com­ple­ta, con tutte le sette aree, la trovi in home.

Ca­po­can­tie­re Vin­cen­te®: il manuale ope­ra­ti­vo del can­tie­re, dal so­pral­luo­go alla con­se­gna

Le chec­kli­st citate in questo ar­ti­co­lo, dall'avan­za­men­to set­ti­ma­na­le ai getti, dalle fi­ni­tu­re al con­trol­lo dei SAL, vengono da Ca­po­can­tie­re Vin­cen­te®, con la stessa strut­tu­ra: quando si usa, cosa con­trol­la­re, l'errore tipico e cosa fare se manca qualcosa. Il blocco sul con­trol­lo tecnico delle la­vo­ra­zio­ni è quello dove un errore non si vede finché non è troppo tardi per cor­reg­ger­lo senza demolire. È gratuito.

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