Giovedì sera, in ufficio. Sul tavolo un computo di quaranta pagine, un capitolato che nessuno ha ancora aperto e una mail del committente: «Ci serve l'offerta entro lunedì». Il titolare ha già fatto il conto: tra tre settimane due squadre restano ferme, quel lavoro serve. Il geometra chiede: «Il sopralluogo quando lo facciamo?». «Non c'è tempo. Intanto prendiamola, poi vediamo.»
Il «poi vediamo» si presenta a cantiere aperto, e quasi sempre nello stesso modo: una lavorazione descritta nel capitolato che nel computo non c'era, un portone da cui il camion non passa, un prezzo a corpo fatto sulle quantità di qualcun altro. A quel punto non si tratta più in ufficio: si paga in cantiere, un giorno alla volta.
Alla fine di questo articolo hai un ordine fisso per leggere capitolato, computo e contratto prima di fare il prezzo, un sopralluogo da offerta che non lascia buchi, il messaggio con le domande da mandare prima di offrire, e una scheda go/no go a una pagina.
1. Capitolato contro computo: la caccia alle voci fantasma
Perché. Il computo dice quanto. Il capitolato dice come e con cosa. Quando le due carte non si parlano, la differenza la paghi tu: una lavorazione prescritta nel capitolato e non prezzata nel computo, in un contratto a corpo, è lavoro che devi fare lo stesso e che nessuno ti paga a parte. Scoperta in offerta è una domanda scritta. Scoperta a cantiere aperto è una trattativa in salita.
Come. Non si legge prima il computo e poi il capitolato. Si fa un confronto riga per riga, con due colori:
- nel capitolato sottolineo ogni prescrizione che costa qualcosa: un materiale con marca o classe, uno spessore minimo, una prova da eseguire, una certificazione da consegnare, una lavorazione citata di passaggio («compreso lo smontaggio e il rimontaggio di…», «compresa la protezione di…»);
- per ogni prescrizione cerco la riga del computo che la paga. Se c'è, spunta. Se non c'è, va in una lista a parte: sono le voci fantasma, lavorazioni descritte ma non prezzate;
- poi il giro al contrario: ogni riga del computo deve avere una descrizione che dica cosa comprende. Le righe con «a corpo, come da progetto» e basta le segno anche quelle: lì non sai cosa stai vendendo;
- i «compreso e compensato» li leggo per intero, perché dentro quelle parole finiscono ponteggi, opere provvisionali, smaltimenti e assistenze murarie;
- quello che resta è la lista delle domande da mandare per iscritto prima dell'offerta (il messaggio è nella sezione 3).
Il segnale. Un capitolato molto più corposo del computo, o un computo con tante voci a corpo e poche misurate. In tutti e due i casi qualcuno ha descritto e nessuno ha contato.
2. A corpo o a misura: chi porta il rischio delle quantità
Perché. È la domanda che decide come si fa il prezzo, e si salta perché «tanto il computo è quello». In un contratto a corpo il prezzo è fisso per l'opera finita: se le quantità del computo sono sbagliate per difetto, il rischio è tuo. In un contratto a misura si paga quello che si misura: contano i prezzi unitari e il modo in cui si misura, non il totale del computo.
Come, se è a corpo:
- le quantità le ricalcolo io dagli elaborati, non le copio dal computo. Pianta, sezioni, prospetti: superfici, volumi e metri lineari delle lavorazioni che pesano di più (scavi, strutture, murature, intonaci, pavimenti, impianti per punto);
- confronto le mie quantità con quelle del computo, voce per voce, e dove la differenza è grande scrivo la mia accanto alla loro;
- lo scostamento non lo «assorbo» nel prezzo a sensazione: va nelle domande scritte o tra le ipotesi su cui si regge il margine.
Come, se è a misura:
- confronto i prezzi unitari uno per uno con i miei costi reali, non con il prezzario;
- cerco nel capitolato il paragrafo su come si misura ogni lavorazione: vuoto per pieno o al netto dei fori, superficie sviluppata o in proiezione, scavo in sezione o a cumulo. La stessa quantità, misurata in due modi, dà due importi diversi;
- controllo che le voci che si useranno in contabilità siano quelle del computo.
Il segnale. «È a corpo, ma le quantità sono quelle del computo, tranquillo.» Le due cose insieme non stanno: se è a corpo, le quantità sono un problema tuo.
3. Il sopralluogo da offerta: cosa guardare, in che ordine, cosa chiedere
Perché. La carta dice cosa si deve fare. Il posto dice cosa c'è già e come ci si arriva. Un sopralluogo di corsa «per vedere l'edificio» non serve a fare il prezzo: serve un sopralluogo fatto per rispondere a domande precise.
Come. Sempre nello stesso ordine, così non salto niente:
- Da fuori, prima di entrare. Foto alla strada di accesso, al passo carrabile, al portone, al punto dove un camion può fermarsi e scaricare. Con il laser misuro larghezza e altezza del varco e lo spazio di manovra. Se c'è un cortile, fotografo dove potrebbero stare gru o ponteggio e la distanza dalle finestre dei vicini.
- Facciate e confini. Una foto per facciata, poi i dettagli: crepe, distacchi, umidità, pluviali, cavi e tubi aerei che un ponteggio dovrebbe scavalcare.
- Dentro, piano per piano, nello stesso verso. In ogni stanza quattro foto, una per parete, più soffitto e pavimento, così dopo le ritrovo. Misuro con il laser le stanze delle lavorazioni principali e confronto subito con la pianta: se qui sbaglia di venti centimetri, sbaglierà anche altrove.
- Impianti e contatori. Dove entrano acqua, luce e gas, dove sono i contatori, se c'è una presa utilizzabile per il cantiere o serve un allaccio provvisorio.
- Quello che c'è già e non è a progetto. Un tubo in vista, un solaio diverso da quello disegnato, un muro che suona vuoto, muffa, dissesti anche piccoli. Foto, data, e un segno sulla pianta nel punto esatto.
Poi parlo con le persone, perché la carta non lo sa. Al portiere o ai vicini: a che ora si può fare rumore, se ci sono state infiltrazioni o cantieri recenti, se il cortile è di tutti o di uno solo. Al committente: se durante i lavori ci sarà gente dentro, se l'ascensore si può usare per i materiali, quali vincoli condominiali ci sono (orari, occupazione del cortile, delibere sulle facciate), chi firma i SAL e chi approva le varianti.
Quello che sul posto non mi sanno dire diventa una domanda scritta, sempre con lo stesso schema:
Buongiorno, in vista dell'offerta per i lavori di [oggetto] chiedo conferma scritta sui punti che seguono.
1. La lavorazione [descrizione], prescritta al capitolato (par. [n]), non trova riscontro nel computo: è compresa nel prezzo o va quotata a parte?
2. Il contratto è a corpo o a misura? Se a corpo, le quantità del computo sono indicative o contrattuali?
3. Accessi: è ammessa l'occupazione di [cortile/strada] per gru, ponteggio e scarico? In quali orari?
4. Durante i lavori l'immobile sarà occupato? Da chi e in quali zone?
5. Terre di scavo: è prevista la gestione come sottoprodotto o come rifiuto, e a carico di chi?
L'offerta terrà conto delle risposte. In assenza di risposta, sarà formulata sulle ipotesi indicate in calce.
L'ultima riga vale quanto le altre: se non rispondono, le tue ipotesi sono scritte e datate.
Nel manualeChecklist 1, Sopralluogo preliminare
Nel manualeChecklist 21, Gestione rifiuti di cantiere (21.5, Terre e rocce da scavo)
Il segnale. «Il sopralluogo non serve, è tutto nel progetto.» Oppure un accesso che in pianta è un cancello e dal vivo è un portoncino.
4. Costi fissi, durata e cassa: i tre numeri che il computo non contiene
Perché. Nel computo ci sono le lavorazioni. Non ci sono i costi che il cantiere genera per il solo fatto di esistere: recinzione, baracche, bagni chimici, gru o montacarichi a noleggio, ponteggio oltre il periodo compreso, utenze provvisorie, guardiania, smaltimenti, il tempo del capocantiere e del geometra. Corrono a settimana, e ogni settimana in più la paga l'impresa, qualunque sia la causa. Una commessa con un margine buono sulla carta lo perde in due modi: dura più del previsto, oppure incassa dopo aver pagato.
Come:
- scompongo il lavoro in parti (la WBS iniziale) e per ogni parte stimo costo e durata, non a corpo sull'intera opera;
- faccio il conto dei costi fissi a settimana: sommo le voci di sopra e le divido per le settimane di durata. Quel numero è quanto costa ogni settimana di ritardo;
- stimo la durata vera, non quella scritta nella richiesta: le lavorazioni in sequenza più i tempi morti che conosco (approvazioni, campionature, maturazioni imposte dalla scheda tecnica del prodotto, pioggia);
- traccio la cassa: su un foglio, mese per mese, quando incasso (cadenza dei SAL, tempi di emissione e di pagamento previsti dal contratto, trattenute a garanzia) e quando pago (fornitori, subappaltatori, noleggi, manodopera). Se per due o tre mesi esce più di quanto entra, quel buco va coperto, e coprirlo ha un costo che nel margine non c'era;
- verifico le risorse interne: chi segue questo cantiere, insieme agli altri aperti? Se la risposta è «vediamo», la durata stimata è già sbagliata.
Il segnale. Un cronoprogramma di gara senza tempi morti. Oppure un pagamento «a stati di avanzamento» senza cadenza scritta: lì il tempo di incasso lo decide qualcun altro.
5. Clausole e margine: dove la commessa si vince o si perde
Perché. Il margine va scritto accanto alla stima, con le ipotesi su cui si regge: dipende dal lavoro, dai rischi trovati e da quanto il contratto ti lascia scoperto. Le clausole sono il punto dove un margine sano si consuma senza che nessuno se ne accorga.
Come. Rileggo quattro clausole con la matita in mano:
- Varianti. Chi le può ordinare, come si autorizzano, come si pagano. Nell'appalto privato il codice civile distingue tre casi diversi (art. 1659, 1660 e 1661 c.c.), con diritti diversi per l'impresa: la variante che proponi tu, quella necessaria per eseguire a regola d'arte, quella voluta dal committente. Prima di firmare voglio sapere come il contratto le tratta.
- Prezzo a corpo. Anche con variante autorizzata, senza un accordo scritto sul compenso non hai automaticamente diritto a un aumento. L'autorizzazione a fare non è l'accordo su quanto vali. Quindi cerco nel contratto come si quantifica una variante: prezzi del computo, prezzario, nuovi prezzi da concordare.
- Penali e termini. Da quando si contano i giorni, se la consegna delle aree e le approvazioni sospendono il termine. Se la penale è scritta e la sospensione del termine no, il rischio è sbilanciato.
- Pagamenti. Cadenza dei SAL, chi li firma, tempi di pagamento, trattenute, condizioni di svincolo. Qui ritorna il foglio della cassa.
Se l'appalto è pubblico, aggiungi una voce: i maggiori costi non si gestiscono con una variante concordata, si iscrivono come riserve, e il meccanismo funziona a pena di decadenza. Saperlo in offerta vuol dire decidere da subito chi, in cantiere, terrà quella contabilità.
Nel manualeChecklist 19, Lavori extra e varianti
Il segnale. «Le varianti le vediamo volta per volta, siamo persone serie.» Volta per volta vuol dire senza regola scritta, e senza regola scritta la regola la fa chi paga.
6. La scheda go/no go: una pagina, dieci minuti
Perché. Alla fine resta una domanda: questa commessa genera valore, sì o no? Non «la vogliamo?», ma «ci conviene, alle condizioni che abbiamo letto?». Se la risposta resta in testa, la decide la fretta. Se è scritta, la decide quello che hai verificato.
Cosa scrivere. Un foglio solo, sempre con le stesse voci:
SCHEDA GO / NO GO — Commessa: Committente: Data:
1. Contratto: a corpo a misura — quantità ricalcolate dagli elaborati: sì no
2. Voci fantasma (capitolato sì, computo no): n. — chiarite per iscritto: sì no
3. Sopralluogo da offerta fatto il — accessi, gru, ponteggio: ok problema:
4. Domande scritte inviate il — risposte: tutte parziali nessuna
5. Durata stimata da noi: settimane — durata richiesta: settimane
6. Costi fissi di cantiere a settimana: (voci comprese: )
7. Cassa: mesi in cui esce più di quanto entra: — come li copriamo:
8. Clausole pesanti (varianti, penali, pagamenti, riserve):
9. Risorse: chi segue il cantiere — insieme a quali altri
10. Margine previsto e le tre ipotesi su cui si regge:
11. Rischi principali e chi li paga secondo il contratto:
DECISIONE: GO GO con condizioni: NO GO, motivo:
Firma di chi decide:
Un «no» motivato è un risultato, non una sconfitta. Un «sì» con le condizioni scritte è un'offerta che sai difendere. Poi si redige e si invia l'offerta, e tutta la documentazione di gara (capitolato, computo, elaborati, foto del sopralluogo, domande e risposte, scheda) si archivia in un posto solo: è la base dell'area 2, e la prima cosa che cercherai se un giorno nascesse un contenzioso.
Nel manualeCommessa Vincente, fase 1: Pre-progetto & offerta
Prendi il caso di una ristrutturazione con i condomini in casa
Immagina un intervento su due piani di un palazzo abitato: demolizioni, nuovi impianti, intonaci, pavimenti. Contratto a corpo, computo del progettista, consegna richiesta in quattordici settimane.
Senza il controllo. Si prezza il computo, si aggiunge il margine, si firma. Prima settimana: il portone è troppo basso per il camion con il cassone; si scarica in strada e si porta su con un montacarichi che nel computo non c'era, perché era «compreso» in una riga del capitolato che nessuno aveva letto. Terza settimana: l'amministratore comunica che per delibera condominiale si lavora solo la mattina. Le lavorazioni rumorose raddoppiano di durata, e i costi fissi (baracca, bagni, montacarichi a noleggio, il capocantiere) raddoppiano con loro. Le quantità degli intonaci, ricalcolate a fine lavori, erano più di quelle del computo: a corpo, non si recuperano. Il primo SAL si incassa al quarto mese; i fornitori erano stati pagati al secondo.
Con il controllo. Il sopralluogo da offerta misura il portone e fotografa il cortile; il portiere parla degli orari; il committente conferma per iscritto che l'ascensore non si può usare. Il confronto capitolato-computo trova la riga del montacarichi, e le quantità ricalcolate dagli elaborati mostrano lo scarto sugli intonaci. L'offerta esce con la durata vera, il montacarichi prezzato, gli intonaci sulle quantità giuste e una condizione: SAL mensili. Il committente può dire di no. Ma lo dice prima, quando un no costa una mail e non un cantiere.
Da fare domani mattina
- Prendi l'ultima offerta che hai fatto, anche se già inviata. Metti capitolato e computo uno accanto all'altro e fai la caccia alle voci fantasma su una sola categoria di lavori, quella che pesa di più. Conta quante ne trovi.
- Sullo stesso lavoro scrivi su un foglio i costi fissi di cantiere a settimana, voce per voce, e le settimane che hai davvero previsto. Sotto, una riga: cosa succede alla cassa se il primo SAL arriva un mese dopo.
- Copia la scheda go/no go di questo articolo in un file da una pagina, con le tue voci. Dalla prossima richiesta d'offerta si compila prima di scrivere il prezzo, non dopo.
Domande frequenti
Chi ha il tempo di fare tutto questo con l'offerta da mandare entro lunedì? Il confronto capitolato-computo, il sopralluogo e le domande scritte prendono di solito meno di una giornata di lavoro di una persona. Confrontala con quello che costa una sola voce fantasma scoperta a cantiere aperto. Se la giornata davvero non c'è, la scheda go/no go lo registra: «verificato» e «non verificato». Un'offerta fatta sapendo cosa non hai controllato è diversa da una fatta credendo di aver controllato tutto.
E se il committente non risponde alle domande scritte? Succede spesso. L'offerta parte lo stesso, con le ipotesi scritte nero su bianco: «in assenza di risposta si assume che…». Se poi in cantiere la realtà è diversa, hai la data in cui lo hai chiesto e la data in cui non ti hanno risposto. Non risolve tutto, ma cambia da che parte parte la discussione.
Chi decide il go/no go, il capocantiere o il titolare? Decide chi ha la responsabilità della commessa. Ma le righe della scheda su accessi, durata vera e chi segue il cantiere le compila meglio chi in cantiere ci sta: il suo contributo va scritto e messo sul tavolo prima della decisione, non raccontato dopo.
Il Metodo, area per area
Questa è l'area 1 di 7 della Mappa d'insieme del Metodo: Acquisizione commessa, analisi e offerta. L'obiettivo è uno solo: «Capire se la commessa genera valore prima di iniziare.» La Mappa completa, con tutte le sette aree, la trovi in home.
Capocantiere Vincente®: il manuale operativo del cantiere, dal sopralluogo alla consegna
Il manuale parte proprio da qui: la Checklist 1 è il sopralluogo preliminare, da fare prima di firmare o prima di far arrivare gli operai. E le checklist su varianti e rifiuti ti aiutano a riconoscere già in fase di offerta i punti che, trascurati, costano di più in cantiere. È gratuito.
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✉ info@metodofrancescodagostino.it