Venerdì, le quattro del pomeriggio. L'ultimo piano è finito, i pavimentisti hanno caricato il furgone. L'elettricista ha detto «la dichiarazione te la mando lunedì» ed è già sulla tangenziale. Il camion dei rifiuti è uscito mercoledì, la copia di ritorno non c'è. Le foto dell'ultima settimana stanno sul telefono del capo squadra, che da lunedì è sull'altro cantiere. Il titolare chiama: «Hai chiuso? Lunedì mi servi sull'altro cantiere.»
Il lavoro è finito. La commessa no. Quello che resta aperto oggi lo paghi fra sei mesi, quando il committente scrive «c'è una macchia sul controsoffitto» e nessuno sa più dove passa la tubazione.
Alla fine di questo articolo hai un ordine fisso per gli ultimi quindici giorni di cantiere, l'indice del dossier di chiusura e il messaggio da copiare quando arriva la prima segnalazione.
1. La punch list: il giro che vale più del verbale
Perché. Un difetto minore scritto nella punch list con una data è una riga da chiudere. Lo stesso difetto scoperto dopo la consegna è una contestazione su chi l'ha fatto.
Come. Il giro si fa con il committente o la DL, ambiente per ambiente, sempre nello stesso ordine: dall'ingresso, in senso orario, balconi compresi. In ogni ambiente guardo pavimento, pareti, soffitto, serramenti, impianti a vista. Ogni difetto prende un numero progressivo, da 01 in avanti, su un foglio con cinque colonne: numero, ambiente, descrizione, responsabile (impresa o quale subappaltatore), data entro cui si chiude. La foto si fa con il numero scritto su un pezzo di nastro carta accanto al difetto: così si lega alla riga da sola. A fine giro ogni pagina viene firmata da tutti, non solo l'ultima: una pagina non firmata, in una discussione, può non esserci mai stata.
La lista si chiude con la controverifica: si rifà il giro con la stessa persona e chi lo fa firma nella colonna «chiuso il», con la data. La riga non si cancella: si barra. I difetti ancora aperti vanno al punto 3 del verbale di consegna, con responsabile e termine, e la consegna si firma lo stesso con quella riserva.
Il segnale. «Queste cose le vediamo a voce, poi sistemiamo.» La lista la scrivi comunque: chi non vuole scrivere i difetti adesso, di solito li scrive lui dopo, da solo e più lunghi.
Nel manualeChecklist 20, Chiusura e consegna finale, con il modulo «Verbale di ultimazione e consegna lavori»
2. As built: un disegno, non un'indagine
Perché. L'as built fatto alla fine costa come un rilievo: qualcuno gira con il metro e il cercametalli per trovare una cassetta che tre mesi prima era sotto gli occhi di tutti. L'as built fatto durante costa una penna.
Come. In baracca sta appesa una planimetria stampata di ogni piano, con gli impianti di progetto. Ogni volta che qualcosa cambia rispetto al disegno, lo segno a penna rossa il giorno stesso: la tubazione che devia per una trave, la cassetta che si sposta di parete. Accanto, la data e due parole sul perché. Prima di ogni chiusura (controsoffitto, controparete, massetto) faccio le foto con un riferimento che chiunque può ritrovare: nome dell'ambiente come sta sulla planimetria, parete, quota dal pavimento, scritti nel nastro carta dentro la foto. Le foto vanno nella cartella di quell'ambiente, non nel rullino del telefono.
A fine lavori la planimetria segnata e le foto vanno a chi fa il disegno definitivo: il suo lavoro diventa ricopiare, non ricostruire. L'as built definitivo si consegna al committente con il resto del dossier.
Il segnale. La planimetria in baracca è ancora pulita dopo due mesi. Non vuol dire che non è cambiato niente: vuol dire che nessuno lo sta segnando.
Nel manualeChecklist 26, Controlli prima della chiusura delle lavorazioni
3. Il dossier di chiusura: l'indice da impostare in due ore
Perché. Un documento sollecitato a voce, a fine cantiere, quasi sempre arriva tardi, perché chi lo deve fare è già altrove. Un dossier con un indice ti dice cosa manca prima che manchi, e fra tre anni ti fa rispondere a una contestazione in un'ora.
Come. Il dossier sta in un posto solo, con le cartelle numerate. Lo apro quando mancano ancora due settimane e per ogni cartella segno cosa manca, chi lo deve produrre e la data in cui l'ho chiesto per iscritto. L'indice è questo:
- 01 Contratto e varianti: contratto, capitolato, varianti firmate, ordini scritti di DL e committente;
- 02 SAL e contabilità: SAL emessi, misure, fatture, chiusura contabile definitiva;
- 03 Verbali e comunicazioni: verbali delle riunioni, messaggi e PEC con DL e committente, contestazioni a fornitori e subappaltatori con le risposte, libro giornale chiuso;
- 04 Sicurezza: PSC, POS, verbali del CSE, nomine e attestati;
- 05 Rifiuti: tutti i FIR con le copie di ritorno, registro se dovuto, caratterizzazioni e documenti delle terre;
- 06 Impianti: dichiarazioni di conformità degli impianti (D.M. 37/2008) con gli allegati, schede tecniche;
- 07 As built: planimetria segnata, foto di riferimento, disegno definitivo consegnato;
- 08 Foto: una cartella per zona, file con la data, dal primo giorno allo stato finale di ogni ambiente;
- 09 Collaudi: collaudo statico o tecnico-amministrativo, certificato di regolare esecuzione o collaudo secondo il tipo di appalto, attestato di prestazione energetica (APE) quando previsto, prove eseguite;
- 10 Consegna: verbale di ultimazione e consegna, punch list chiusa e firmata, istruzioni d'uso e manutenzione se previste, garanzie, comunicazione di fine lavori al Comune, documentazione per la Segnalazione Certificata di Agibilità (a cura del committente, art. 24 D.P.R. 380/2001).
La dichiarazione di conformità la rilascia chi ha realizzato l'impianto: si chiede per iscritto il giorno in cui l'impianto è finito, non il giorno della consegna. La documentazione per l'agibilità non la presenti tu, ma senza i tuoi documenti il committente non la presenta. Il capocantiere non certifica niente di tutto questo: sa cosa manca, chi lo deve produrre, entro quando, e l'ha chiesto per iscritto.
Il segnale. «Te la mando lunedì.» Tre lunedì dopo la carta non c'è e tu hai solo una telefonata da dimostrare. Il giorno in cui lo senti, la richiesta parte per iscritto, con la data.
Nel manualeCommessa Vincente, fase 5: Chiusura lavori & collaudo
4. Lo smobilizzo: in ordine, non in fretta
Perché. Lo smobilizzo fatto a caso lascia code: un nolo che continua a correre perché nessuno ha firmato la riconsegna, un contatore mai chiuso, un cumulo di rifiuti senza formulario in un'area che il committente rivuole domani.
Come. La sequenza è questa, in quest'ordine:
- fine lavorazioni: l'ultima lavorazione è verificata e fotografata prima che la squadra vada via, e la facciata si guarda dal ponteggio, perché dopo non ci sali più;
- pulizie finali degli ambienti e delle aree esterne;
- rifiuti: deposito temporaneo svuotato, ogni cumulo partito con il suo FIR, e per ogni FIR la copia di ritorno con l'accettazione dell'impianto. Finché non ce l'hai, quel rifiuto è ancora un tuo problema aperto. Se non arriva nei tempi, sollecito scritto a trasportatore e impianto, e il sollecito si conserva;
- smontaggio di ponteggi e baracche;
- riconsegna dei noli con verbale di riconsegna: stato del mezzo o dell'attrezzatura, contaore se c'è, foto, firma del noleggiatore. Senza quel foglio, l'addebito per un danno o per una settimana in più lo discuti a parole;
- chiusura delle utenze: lettura dei contatori con foto, disdetta per iscritto;
- foto finale dell'area libera, con la data, dagli stessi punti delle foto del primo giorno.
Le posizioni INAIL e INPS del cantiere le chiude l'ufficio: a te tocca comunicargli la data di fine.
Il segnale. Il camion dei rifiuti è uscito e nessuno sa dirti chi ha in mano la copia del formulario. Si chiama quel giorno, non fra un mese.
Nel manualeChecklist 21, Gestione rifiuti di cantiere
5. Dopo la consegna: la segnalazione arriva, e risponde il dossier
Perché. Con la consegna comincia un altro periodo, quello che Commessa Vincente mette nella fase 6: la garanzia per difformità e vizi dell'opera (art. 1667 c.c.: denuncia entro 60 giorni dalla scoperta, azione entro 2 anni dalla consegna) e la responsabilità decennale per gravi difetti (art. 1669 c.c.: denuncia entro un anno dalla scoperta). Un problema può bussare anni dopo. In quel momento la tua difesa non è il ricordo: è quello che hai scritto.
Come. Quando arriva una segnalazione, la sequenza è sempre la stessa:
- se è arrivata a voce, la fai mettere per iscritto, con data, ambiente e descrizione;
- rispondi in giornata, senza riconoscere niente, con il messaggio qui sotto;
- vai a vedere e fotografi dagli stessi punti delle foto finali;
- apri il dossier, cartelle 08 e 10: il difetto c'era già ed era segnato? È nuovo? Dipende da un uso o da una manutenzione mancata?
- rispondi per iscritto. Se la questione pesa, prima di scrivere cosa riconosci ne parli con chi ha la responsabilità di decidere e, se serve, con un legale.
Il messaggio di risposta, in tre righe:
Buongiorno, ho ricevuto la sua segnalazione del [data] relativa a [ambiente, difetto]. Passo a fare un sopralluogo [giorno] alle [ora], con rilievo fotografico. Le invio un riscontro scritto entro il [data].
Nessuna frase in più. Non «sarà l'assestamento», non «ci pensiamo noi»: la prima ti impegna su una causa che non hai visto, la seconda su un lavoro che non hai deciso di fare.
Nello stesso periodo si chiudono le ultime voci economiche: chiusura contabile definitiva e restituzione di fideiussioni e cauzioni. Lasciate in sospeso, restano aperte per mesi.
Il segnale. Il committente scrive «vi segnalo che» e la risposta parte per telefono. Quello che dici al telefono non resta; quello che lui scrive sì.
Nel manualeCommessa Vincente, fase 6: Post-consegna & garanzie
6. Lezioni apprese: trenta minuti, tre domande, una riga in più
Perché. È la voce che si salta più volentieri, perché c'è già un altro cantiere. E il cantiere dopo ripete lo stesso errore.
Come. Entro una settimana dalla consegna, trenta minuti con chi c'era: capocantiere, capo squadra, chi ha seguito la contabilità. Sul tavolo le due righe di riepilogo settimanale, i quasi-incidenti, le contestazioni. Tre domande, e le risposte si scrivono mentre si parla:
- Cosa è andato bene e va rifatto uguale?
- Cosa è andato storto, e a quale controllo si poteva intercettare prima?
- Con quali fornitori e subappaltatori lavoreremmo ancora, e con quali no?
La seconda è quella che rende. Ogni risposta diventa una riga nuova nelle tue checklist, scritta come un controllo, non come un racconto: «abbiamo riaperto il controsoffitto per trovare la derivazione» diventa «prima di chiudere, foto di ogni cassetta con ambiente, parete e quota nel nastro carta». La riga va nella checklist della fase in cui si poteva intercettare, non in un file «lezioni apprese» che nessuno riapre.
Il segnale. «Tanto me lo ricordo.» Se fosse vero, non sarebbe successo.
Nel manualeChecklist 6, Avanzamento lavori vs cronoprogramma
Prendi il caso di una ristrutturazione su due piani
Immagina un appartamento su due piani, tre subappaltatori, consegna di venerdì.
Senza il metodo. Si consegna con un giro veloce. Le foto di prima della chiusura dei controsoffitti sono sul telefono del capo squadra. Dopo otto mesi il committente scrive: una macchia sul controsoffitto del corridoio, «perdita del vostro impianto». Per rispondere bisogna chiamare il capo squadra, che ha cambiato telefono, e l'idraulico, che non ricorda. Si apre il controsoffitto in due punti per trovare la tubazione. Due giorni di due persone, prima ancora di sapere se la perdita è nostra.
Con il metodo. La stessa segnalazione arriva. Il messaggio di tre righe parte la mattina stessa. Cartella 07: la planimetria segnata dice che nel corridoio la tubazione corre sulla parete nord. Cartella 08: la foto prima della chiusura mostra la tubazione provata e il punto esatto. Cartella 10: la punch list firmata non riporta niente in quel tratto. Il controsoffitto si apre in un punto solo. Se la perdita è nostra, si riconosce per iscritto solo quella; se non lo è, la risposta scritta lo dice con le foto allegate. In tutti e due i casi la discussione dura un giorno, non un mese.
Da fare domani mattina
- Stampa la planimetria di ogni piano con gli impianti e appendila in baracca. Da domani ogni modifica si segna a penna rossa con la data, e ogni foto prima di una chiusura porta ambiente, parete e quota nel nastro carta.
- Crea le dieci cartelle del dossier, anche per il cantiere in corso, e sposta dentro quello che già esiste. Per ogni cosa che manca, una richiesta scritta a chi la deve produrre, con la data di oggi.
- Controlla i FIR usciti negli ultimi mesi: per quali hai la copia di ritorno? Per gli altri, sollecito scritto a trasportatore e impianto, e il sollecito nella cartella 05.
Domande frequenti
E se il committente non vuole fare il giro della punch list? Il giro lo fai lo stesso, con la DL se c'è o da solo con le foto numerate, e mandi la lista per iscritto al committente con la data. Non vale quanto una firma, ma è una lista datata contro nessuna lista: chi la riceve e non risponde ha più difficoltà a tirare fuori un difetto nuovo sei mesi dopo.
Chi ha il tempo di fare tutto questo l'ultima settimana? Nessuno, ed è per questo che non si fa l'ultima settimana. La planimetria si aggiorna in cinque minuti al giorno, le cartelle si riempiono man mano, le dichiarazioni si chiedono quando finisce l'impianto. All'ultima settimana restano il giro, lo smobilizzo e la riunione da trenta minuti.
Vale anche per un lavoro piccolo, con un solo subappaltatore? Sì, con meno carte e lo stesso ordine. La segnalazione dopo la consegna arriva anche sui lavori piccoli, e spesso proprio lì la documentazione è più scarsa. Dieci cartelle con tre fogli ciascuna sono dieci cartelle che sai dove cercare.
Il Metodo, area per area
Questa è l'area 7 di 7 della Mappa d'insieme del Metodo, la chiusura della commessa. L'obiettivo dell'area è «Chiudere la commessa senza lasciare problemi aperti e capitalizzare l'esperienza.» La Mappa completa, con tutte e sette le aree, la trovi in home.
Capocantiere Vincente®: il manuale operativo del cantiere, dal sopralluogo alla consegna
Le checklist citate in questo articolo, dalla chiusura e consegna finale alla gestione dei rifiuti, vengono da Capocantiere Vincente®, il manuale che ho scritto per chi sta in cantiere tutti i giorni. Dentro c'è anche il modulo «Verbale di ultimazione e consegna lavori», da stampare e compilare a penna. È gratuito.
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